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È normale avere domande prima di iniziare un percorso.
Qui trovi le risposte ai dubbi più frequenti sul primo colloquio, sulla psicoterapia, sulle modalità online e in studio e sugli aspetti pratici degli incontri.
Se qualcosa non è ancora chiaro, puoi sempre scrivermi.
Cerchi i contatti di una psicologa a Roma? Puoi scrivermi su WhatsApp, prenotare direttamente online oppure trovare qui tutte le informazioni per raggiungere le mie sedi.
Il primo colloquio è uno spazio per conoscerci, comprendere ciò che stai vivendo e chiarire tutti i dubbi che possono nascere prima di iniziare un percorso.
Non credo esista un momento “giusto” uguale per tutti. Può essere utile chiedere aiuto quando una difficoltà, un’emozione o una situazione continua a occupare molto spazio nella tua vita, quando senti di ripetere dinamiche che ti fanno stare male oppure quando semplicemente desideri comprenderti meglio. Non è necessario aspettare che tutto diventi insostenibile: anche sentire il bisogno di fare chiarezza può essere un motivo sufficiente per iniziare.
No. Nel mio lavoro incontro anche persone che non stanno vivendo una crisi grave, ma sentono che qualcosa non funziona più come prima, vogliono capire meglio alcune dinamiche relazionali o stanno attraversando un cambiamento importante. Non è necessario arrivare al limite per chiedere aiuto: possiamo lavorare anche sul desiderio di conoscerti meglio e costruire maggiore consapevolezza.
Una domanda che può aiutarti è: quello che sto vivendo sta condizionando il mio benessere, le mie relazioni o le mie scelte? Ansia, pensieri ricorrenti, difficoltà relazionali, momenti di crisi o la sensazione di sentirti bloccato/a possono essere segnali da ascoltare. Ma puoi rivolgerti a me anche se non riesci ancora a definire con precisione cosa non va: possiamo provare a comprenderlo insieme.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio sistemico-relazionale. Significa che non considero la persona come isolata dal resto della propria vita, ma tengo conto della sua storia, delle relazioni significative e dei contesti in cui vive. Insieme possiamo osservare le dinamiche che tendono a ripetersi, comprenderne il significato e capire in che modo influenzano il presente. L’obiettivo non è cercare colpe, ma costruire nuove possibilità di lettura e di cambiamento.
Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia, abilitato e iscritto all’Albo. Io sono anche psicoterapeuta, quindi dopo la laurea ho completato una specifica formazione post-laurea che mi permette di svolgere percorsi di psicoterapia. Lo psichiatra, invece, è un medico specializzato in Psichiatria e può prescrivere farmaci. Quando necessario, figure diverse possono anche collaborare per offrire un supporto più completo.
Oltre alla formazione e all’esperienza professionale, ti suggerisco di osservare soprattutto come ti senti nella relazione. Durante il primo colloquio puoi chiederti se ti senti ascoltato/a, rispettato/a e sufficientemente libero/a di parlare. Per me il primo incontro serve anche a questo: permetterti di conoscermi, farmi domande e capire se senti che possiamo costruire insieme uno spazio adatto a te.
Alcune difficoltà possono richiedere una competenza più specifica, per esempio nella terapia di coppia, nel sostegno alla genitorialità, nelle problematiche familiari o nel disagio lavorativo. Non è però necessario che sia tu a capire tutto prima di prenotare. Durante il primo colloquio possiamo approfondire ciò che stai vivendo e valutare insieme quale tipo di percorso può essere più adatto.
Sì, perché l’approccio terapeutico influenza il modo in cui comprendo le difficoltà e lavoro insieme a te. Nel mio caso utilizzo un approccio sistemico-relazionale, che presta particolare attenzione alla storia personale, alle relazioni e ai contesti in cui vivi. Allo stesso tempo, non credo che tu debba conoscere tutti gli orientamenti psicoterapeutici prima di scegliere: anche sentirti compreso/a e costruire una buona relazione terapeutica è fondamentale.
La psicoterapia può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo, riconoscere dinamiche che tendono a ripetersi e costruire modi diversi di affrontare le difficoltà e le relazioni. Non posso però promettere risultati uguali o tempi identici per tutti. Ogni percorso è diverso: per questo durante la terapia definiamo insieme gli obiettivi e osserviamo nel tempo ciò che sta cambiando e ciò che ha ancora bisogno di essere approfondito.
Sì, assolutamente. Molte persone arrivano da me dicendo semplicemente che sentono che qualcosa non va, ma non riescono ancora a spiegare bene cosa. Non devi arrivare con una diagnosi o con tutte le risposte. Possiamo partire da una sensazione, da una difficoltà, da una relazione o da un momento della tua vita e provare insieme a dare maggiore senso e chiarezza a ciò che stai vivendo.
Scrivimi la tua domanda, ti risponderò il prima possibile.
Il primo colloquio è il nostro primo spazio di incontro. Serve a conoscerci, comprendere ciò che stai vivendo e chiarire tutti quei dubbi che possono rendere più difficile decidere di iniziare un percorso.
Durante il primo colloquio ci prendiamo il tempo per conoscerci e comprendere cosa ti porta a chiedere aiuto in questo momento. Puoi raccontarmi ciò che stai vivendo con i tuoi tempi, senza dover arrivare con le idee già chiare. Ti farò alcune domande per comprendere meglio la situazione e inizieremo insieme a capire quali sono le tue esigenze e quale percorso potrebbe esserti più utile.
Non devi preparare un discorso. Puoi iniziare raccontandomi cosa ti ha portato a prenotare, una situazione che ti preoccupa, qualcosa che continua a ripetersi oppure semplicemente come ti senti in questo momento. E se la prima cosa che riesci a dirmi è “non so da dove cominciare”, possiamo partire proprio da lì.
No. Non è necessario preparare un discorso, organizzare tutti i pensieri o sapere già esattamente cosa vuoi affrontare. Il primo colloquio serve anche a mettere un po’ d’ordine insieme. Se però hai paura di dimenticare qualcosa che per te è importante, puoi naturalmente annotarlo e portarlo con te.
Ti farò alcune domande per comprendere cosa stai vivendo, da quanto tempo è presente la difficoltà, come influisce sulla tua quotidianità e cosa ti aspetti da un eventuale percorso. Potrei chiederti anche qualcosa della tua storia personale e delle relazioni significative. Non sarà però un interrogatorio: le domande servono a conoscerti meglio e seguiranno sempre i tuoi tempi.
Non succede nulla di sbagliato. È molto comune arrivare al primo colloquio emozionati, imbarazzati o con la sensazione di avere tante cose da dire ma non riuscire a trovare le parole. Possiamo partire proprio da quella difficoltà. Non devi essere tu a sapere come condurre il colloquio: possiamo costruire insieme il modo di iniziare.
Puoi parlarmi liberamente di ciò che senti importante condividere. Non ci sono argomenti troppo piccoli, strani o “sbagliati” per essere portati in seduta. Allo stesso tempo, non ti chiederò di raccontare qualcosa per cui non ti senti ancora pronto/a. La fiducia si costruisce nel tempo e per me è importante rispettare i tuoi tempi.
No. Il mio compito non è giudicare ciò che pensi, senti o hai fatto, ma cercare di comprenderlo insieme a te. Puoi portare in seduta anche aspetti di te che fai fatica a raccontare ad altre persone. Il mio obiettivo è offrirti uno spazio professionale e protetto in cui poter parlare con la maggiore libertà possibile.
Il primo colloquio dura circa 45 minuti. In questo tempo possiamo conoscerci, parlare di ciò che ti ha portato a chiedere aiuto e iniziare a comprendere insieme quali sono i tuoi bisogni e quale percorso potrebbe essere più adatto.
Certamente. Anzi, ti invito a farlo. Puoi chiedermi informazioni sul mio modo di lavorare, sull’approccio sistemico-relazionale, sulla frequenza degli incontri, sull’organizzazione delle sedute o su qualsiasi altro aspetto che possa aiutarti a capire se questo percorso può essere adatto a te.
No. Il primo colloquio non ti obbliga in alcun modo a continuare. Serve anche a permetterti di capire come ti sei sentito/a durante l’incontro e se pensi che possiamo lavorare bene insieme. Al termine possiamo confrontarci su ciò che è emerso e, se lo desideri, valutare quali potrebbero essere i passi successivi.
Scrivimi la tua domanda, ti risponderò il prima possibile.
Una volta iniziato un percorso è normale chiedersi quanto durerà, con quale frequenza ci incontreremo e come capire se la terapia sta funzionando. Qui trovi le risposte ai dubbi più comuni sul percorso di psicoterapia.
Durante una seduta partiamo da ciò che senti importante portare in quel momento. Può essere un episodio recente, una relazione, un’emozione, un pensiero che ritorna o qualcosa emerso negli incontri precedenti. Ti farò domande e riflessioni per aiutarti a osservare ciò che stai vivendo da prospettive diverse. Non seguo un copione rigido: il lavoro si costruisce insieme, in base a ciò che emerge e agli obiettivi che abbiamo condiviso.
Generalmente propongo incontri con cadenza settimanale, soprattutto nella fase iniziale del percorso, perché una certa continuità aiuta a costruire il lavoro terapeutico. In alcuni casi possiamo valutare insieme una frequenza diversa, per esempio bisettimanale. Non esiste però una regola identica per tutti: la frequenza viene definita in base alle tue esigenze e al momento del percorso.
Non posso stabilire in anticipo una durata uguale per tutti, perché ogni persona arriva con una storia, bisogni e obiettivi diversi. Alcuni percorsi possono essere più circoscritti, altri richiedono più tempo. Durante la terapia ci confrontiamo periodicamente su ciò che sta cambiando, sugli obiettivi raggiunti e su ciò che senti ancora importante approfondire.
I tempi sono molto personali. A volte già nei primi incontri può comparire una maggiore chiarezza o la sensazione di riuscire a leggere diversamente ciò che stai vivendo; in altri casi il cambiamento richiede più tempo. Non considero il percorso una corsa verso un risultato immediato: mi interessa che i cambiamenti possano diventare comprensibili, utili e sostenibili nella tua vita.
Possiamo accorgercene osservando insieme diversi segnali: una maggiore comprensione di ciò che provi, modi nuovi di affrontare alcune situazioni, relazioni vissute diversamente o una riduzione del disagio che ti aveva portato a chiedere aiuto. Per me è importante parlarne apertamente durante il percorso: puoi sempre dirmi come senti che sta andando la terapia e se qualcosa non ti sembra utile.
Sì, è assolutamente normale. Non devi arrivare a ogni incontro con un argomento preparato. Se senti di non sapere cosa dire possiamo partire proprio da quella sensazione, da ciò che è successo durante la settimana o da qualcosa rimasto aperto negli incontri precedenti. Anche un momento di silenzio può avere un significato e può diventare parte del lavoro terapeutico.
Il mio obiettivo non è decidere al posto tuo né dirti quale scelta devi fare. Posso aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo, osservare le alternative, riconoscere le dinamiche che possono condizionarti e valutare insieme le possibili conseguenze delle diverse scelte. La direzione della tua vita resta tua: il percorso serve anche a permetterti di scegliere con maggiore consapevolezza.
Ti invito a parlarmene apertamente. Sentire che qualcosa non sta funzionando non significa necessariamente che il percorso sia fallito: può diventare un momento importante per capire cosa manca, cosa non ti sta aiutando o se dobbiamo rivedere insieme gli obiettivi e il modo in cui stiamo lavorando. Anche ciò che accade nella relazione terapeutica può essere utile da esplorare.
Sì. Sentirti sufficientemente a tuo agio nella relazione terapeutica è importante. Se durante il percorso senti che qualcosa non funziona, possiamo parlarne e provare a comprenderlo insieme. Ma se senti che quel rapporto non è adatto a te, hai sempre la possibilità di scegliere un altro professionista. Chiedere aiuto non significa essere obbligato/a a rimanere in una relazione terapeutica in cui non ti senti bene.
Sì. Sei sempre libero/a di interrompere il percorso. Quando possibile, però, preferisco che la decisione venga condivisa in seduta: dedicarci uno spazio per comprendere cosa ti porta a fermarti e chiudere il percorso in modo consapevole può essere parte importante del lavoro fatto insieme. Se invece senti semplicemente di aver raggiunto gli obiettivi che ti eri posto/a, possiamo valutare insieme come accompagnare la conclusione della terapia.
Scrivimi la tua domanda, ti risponderò il prima possibile.
Puoi scegliere di svolgere il percorso online oppure in studio. In questa sezione trovi le risposte ai dubbi più comuni sulle due modalità e su come capire quale può essere più adatta a te.
Sì, la psicoterapia online può essere un modo efficace di svolgere un percorso psicologico. Nel mio lavoro mantengo la stessa attenzione alla relazione, all’ascolto e alla continuità del percorso che avrei in studio. La modalità online può essere particolarmente utile se vivi lontano, hai poco tempo per gli spostamenti o preferisci incontrarmi da un luogo per te più comodo.
In molti casi la modalità online può offrire un percorso altrettanto valido rispetto agli incontri in presenza. La scelta dipende però anche dalle tue esigenze, dal tipo di difficoltà che stai vivendo e da quanto ti senti a tuo agio con questa modalità. Durante il primo colloquio possiamo valutare insieme quale soluzione possa funzionare meglio per te.
Non esiste una modalità migliore in assoluto. Alcune persone preferiscono lo studio perché sentono il bisogno di uno spazio fisico separato dalla quotidianità; altre si sentono più a proprio agio online o hanno bisogno di maggiore flessibilità. Possiamo scegliere insieme in base alle tue esigenze e, se necessario, rivalutare la modalità durante il percorso.
Le sedute online si svolgono tramite videochiamata WhatsApp. All’orario concordato puoi collegarti da un luogo tranquillo e riservato, dove ti senti libero/a di parlare. La durata e il modo di lavorare restano gli stessi delle sedute in studio.
Ti serve uno smartphone, un tablet o un computer con una connessione internet stabile, oltre a un luogo in cui tu possa avere sufficiente privacy per tutta la durata dell’incontro. Se puoi, ti consiglio anche di utilizzare auricolari o cuffie, soprattutto se non sei completamente solo/a nell’ambiente in cui ti trovi.
Anche online ciò che condividi durante le sedute è tutelato dal segreto professionale e dalle regole deontologiche della professione. Da parte tua, è importante scegliere un luogo sufficientemente riservato, in cui tu possa parlare senza sentirti ascoltato/a o interrotto/a. Se hai dubbi sulla privacy o sull’organizzazione della seduta, possiamo parlarne prima dell’incontro.
Sì. Se inizi online e successivamente preferisci proseguire in presenza, possiamo valutare insieme il passaggio allo studio in base alle disponibilità. Allo stesso modo, se inizi in studio e in un determinato periodo hai bisogno di maggiore flessibilità, possiamo valutare la modalità online.
Sì, quando è utile e compatibile con il percorso possiamo alternare incontri online e in studio. Preferisco però che la scelta non diventi casuale di settimana in settimana: possiamo concordare insieme la modalità più adatta, mantenendo continuità e chiarezza nell’organizzazione del percorso.
Non necessariamente. Per molte persone è una soluzione comoda ed efficace, ma in alcune situazioni può essere preferibile incontrarsi in presenza o valutare un diverso tipo di supporto. Per questo non considero la modalità online una scelta automatica: durante il primo colloquio possiamo capire insieme se è adeguata alle tue esigenze.
Se vivi fuori Roma puoi scegliere tranquillamente i colloqui online. Se invece vivi stabilmente all’estero, è utile verificare insieme la situazione prima di iniziare, perché l’esercizio della professione a distanza può dipendere anche dalle regole previste nel Paese in cui ti trovi. Puoi contattarmi e valuteremo il tuo caso prima della prenotazione.
Scrivimi la tua domanda, ti risponderò il prima possibile.
Qui trovi le informazioni pratiche che possono esserti utili prima di prenotare: costi, modalità di pagamento, fatture, agevolazioni, sedi e contatti.
Il costo delle sedute successive al primo colloquio è di 50 € per gli incontri online e di 70 € per gli incontri in studio. Durante il primo incontro possiamo chiarire anche tutti gli aspetti organizzativi ed economici del percorso.
Il primo colloquio ha una tariffa agevolata: 45 € online e 50 € in studio. Dura circa 45 minuti ed è pensato come uno spazio di conoscenza e orientamento, senza alcun obbligo di proseguire.
Sì. Prevedo tariffe agevolate per studenti, persone disoccupate e over 70. In questi casi il costo è di 45 € per gli incontri online e di 50 € per gli incontri in studio. Se rientri in una di queste condizioni puoi indicarlo al momento del contatto o della prenotazione.
Puoi prenotare direttamente dal sito scegliendo la modalità che preferisci, online o in studio, e consultando gli orari disponibili. Se prima di prenotare hai bisogno di chiarire un dubbio, puoi anche scrivermi su WhatsApp.
No. Per prenotare un colloquio privato con me non serve l’impegnativa del medico di base. Puoi contattarmi o prenotare direttamente in autonomia.
Per le sedute in studio puoi pagare in contanti, con bonifico oppure tramite POS. Per gli incontri online il pagamento viene effettuato prima della seduta secondo le indicazioni che riceverai al momento della prenotazione.
Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche rientrano tra le spese sanitarie che, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa fiscale, possono essere portate in detrazione. Per ogni seduta emetto regolare documento fiscale.
Sì. Per le sedute viene emesso regolare documento fiscale. Prima dell’inizio del percorso ti chiederò i dati necessari per la fatturazione.
Ricevo a Roma in zona Piazza Bologna e sto ampliando la disponibilità anche con una nuova sede in zona Prati. Nella pagina dedicata alle sedi trovi indirizzi, modalità di accesso e tutte le informazioni aggiornate.
Certamente. Se hai un dubbio che vuoi chiarire prima di prenotare puoi scrivermi su WhatsApp. Cercherò di risponderti nel modo più chiaro possibile, così potrai decidere con maggiore serenità se prenotare un primo colloquio.
Scrivimi la tua domanda, ti risponderò il prima possibile.
Su Instagram e TikTok condivido riflessioni, approfondimenti e contenuti di psicologia pensati per aiutarti a comprendere meglio ciò che vivi, anche fuori dallo spazio della terapia.
Se preferisci scrivermi, ti aiuto a preparare il messaggio. Rispondi a queste semplici domande e alla fine potrai aprire WhatsApp con le informazioni già inserite.
Il primo colloquio è uno spazio per conoscerci, fare tutte le domande che vuoi e capire con calma se questo percorso può essere adatto a te.
Psicologa Psicoterapeuta
Roma e online
Uno spazio per capire cosa ti sta facendo stare male e da dove ripartire.
© 2026 Dott.ssa Diletta De Toma | Psicologa Psicoterapeuta
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